Bulimia

BULIMIA

Nella bulimia si instaura una dipendenza dal cibo come quella dalla droga e dall’alcool.

La sensazione soggettiva è quella di “un pozzo buio e profondo da riempire”: si tratta di un vuoto soggettivo incolmabile, disperato, che si cerca di riempire attraverso l’assunzione di quantità eccessive di cibo.

La vita si svolge mangiando, in una sensazione di totale perdita di controllo, e vomitando incessantemente. Il senso di colpa è devastante e lascia la persona in un circolo vizioso senza fine. Oltre alle abbuffate e al vomito, alcuni dei sintomi attraverso i quali si declina la bulimia sono condotte compensatorie come l’eccessivo esercizio fisico e l’abuso di lassativi e diuretici.

La bulimia, nonostante spesso rappresenti l’altro lato della medaglia delle persone anoressiche che non riescono più a controllare la fame, lascia sul corpo segni meno evidenti: per questo è più difficile da riconoscere rispetto all’anoressia. Le conseguenze della bulimia sono altrettanto devastanti sulla salute di chi ne soffre: il vomito autoindotto causa problemi gastrici, erosione dello smalto dentale, disidratazione, ipotalassemia e disfunzioni cardiache. “Il vomito continuo con la conseguente risalita degli acidi gastrici fino alla bocca, provoca ulcerazioni all’esofago e consuma lo smalto dei denti; i capillari si rompono per lo sforzo del vomito e si verificano microemorragie; si gonfiano le ghiandole salivari; si soffre di calcolosi, dato che non si beve mai. Per via di squilibri ormonali la pelle si copre di una fitta peluria; le mestruazioni scompaiono perché l’organismo non può più permettersi di perdere liquidi e sali minerali; possono insorgere forme di osteoporosi” (Fabiola De Clercq, 1998, Fame d’Amore, Rizzoli).

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