Fabiola: testimonianze

E’ la speranza di guarire a muovere le persone verso l’ABA dopo la lettura dei libri di Fabiola. Per questa ragione Fabiola stessa è garante del lavoro svolto in ABA. L’obiettivo è quello di promuovere l’incontro con la normalità: avere dei propri progetti, studiare, lavorare, costruirsi una  vita, libera da paure e incertezze. Grazie al lavoro terapeutico, numerose sono le donne che hanno appreso modi nuovi di entrare in relazione, che si sono innamorate e aperte alla vita. Anche le molteplici gravidanze e nascite in ABA sono segno tangibile di emozionanti cambiamenti.


Fabiola,
ho sentito di volerle scrivere alcune righe e ho preferito farlo via email.
Volevo ringraziarla per il percorso che abbiamo fatto, per quello che ha lasciato dentro di me.
E le cose importanti sono:
– La fiducia a credere in me stessa e le mie aspirazioni, anche quando tutto intorno sembra avverso.
– La consapevolezza che la vita cambia e ogni giorno rappresenta un’ occasione nuova per ricominciare, per partire con un nuovo approccio.
– Ho imparato il coraggio: di credere in me e mirare con determinazione agli obiettivi e alle cose ‘buone’ senza paura per ciò che questo comporta. Perché importante è l’arrivo.
– Scegliere le persone che fanno parte della nostra vita: perché sono le persone che ci accompagnano nel nostro cammino a renderlo ricco e vero.
– Fidarmi del mio intuito, anche nelle piccole cose: per tanto tempo ho creduto di essere sbagliata io e dovermi ‘adeguare’ al mondo. Ora so distinguere e ho imparato a credere in quello che provo e che sento e a seguirlo. La pancia alla fine, non sbaglia mai.
– Avere cura dell’ambiente che mi circonda: ho deciso di imbiancare casa. E’ una piccola cosa, ma l’ho pensata e lei sa perché.
– L’ importanza degli incontri. Perché ci sono incontri che cambiano. E’ vero. Ci sono incontri che ci fanno sentire che tutte le fatiche fatte, tutti i pianti, i momenti difficili sono serviti per arrivare lì. Incontri che cancellano in un attimo tutta la solitudine e che vorresti durassero per sempre. E allora senti che ne è valsa la pena, dai un senso a ciò che era senza forma e finalmente sai che non sei solo.
– Ho imparato a legittimarmi. A desiderare, a chiedere, ad essere rispettata.
– L’importanza di entrare in contatto con le persone con le mie modalità, senza forzare o imitare. (si ricorda quando le parlavo dei colleghi – sono felice oggi di essere come sono e non avere la benché minima voglia di sgomitare, ma sempre, di entrare in contatto con gli altri attraverso una stretta di mano e una presentazione come penso sia dovuto, e dando del lei, innanzitutto). Perché l’educazione è la prima cosa, e oggi non é affatto scontata. E il modo in cui ci poniamo é come si viene ricordati. Ed è sempre bene e bello per se’ e per gli altri, che il ricordo lasciato sia buono, rispettoso.
– Trasformare i nostri limiti in forza. Tutti abbiamo limiti e debolezze, ma ciò che ci rende unici è la capacità di trasformarli in forza. E se capiamo questo, allora siamo persone a 360° e non individui che cercano di nascondere qualcosa che non può comunque essere messo a tacere. Probabilmente non accettando i nostri ‘punti deboli’ perdiamo anche una parte delle nostre potenzialità. Perché la consapevolezza e la seguente capacità di trasformazione sono dei passaggi fondamentali per valorizzare la nostra unicità. E’ questa unicità che il mondo ci richiede.
– Dare valore ai piccoli passi. A volte si inizia proprio da piccole cose, che sono il trampolino per altre più grandi. Non dobbiamo volere subito tutto, ma sapere percorrere la vita con i tempi necessari. Un passo dopo l’altro.
– Saper lasciare scorrere. Ci sono cose che accadono e basta e non abbiamo ne’ la responsabilità del loro accaduto ne’ il potere di cambiarle. A volte, nella vita, per andare avanti è necessario saper accettare. Ciò che deve restare, rimane.
– Rafforzare il rapporto e l’intesa con mia madre. Questo passaggio, anche se come sa difficile da raggiungere, mi ha dato tanta forza. Perché le madri, anche quando sbagliano, anche quando sembra non ci capiscano, sono mosse dall’amore. E questa è una cosa forse che i figli capiscono tardi, capiscono quando hanno un loro pensiero indipendente. Ma è importante che venga capita, a qualsiasi età. La vita ci da’ sempre tempo di recuperare, se lo vogliamo. E quando sappiamo che vi è amore alla base delle azioni, allora siamo disposti a capirle, perdonarle e comprenderle. E solo così cambiarle. Cambiare le nostre reazioni ad esse.
– Imparare ad accettare il rapporto con mio padre: sento di doverlo nominare perché è stato molto presente tra noi..ancora un punto ‘doloroso’ per certi aspetti ma in qualche modo oggi sento di non avere ne’ potere né diritto a volerlo o poterlo cambiare. Ciò che stato è stato, e mio padre mi ha comunque trasmesso cose buone: la passione, la determinazione e capacità di concentrazione nel lavoro e l’ambizione a mirare al massimo, sempre. E so che dentro di se’ mi vuole bene. Come anche io gliene voglio.
Ha solo difficoltà a trasmetterlo perché nessuno glielo ha insegnato, o quello è l’amore che gli hanno insegnato. Solo mi dispiace che non ne voglia abbastanza a se’… ma anche come figlia credo di non avere il diritto di dire cosa sia giusto o sbagliato per gli altri. Ognuno, in fondo fa ciò che riesce, e che può.
Perché alla fine, per quanto possiamo capire le persone, ognuno ha una storia e segreti che ad altri non possono essere compresi. Persino un genitore. E poi, anche le persone che ci hanno fatto male ci hanno insegnato. E nel momento in cui siamo in grado di scindere tra bene e male allora siamo giusti con la vita. Il saper leggere e comprendere le sfumature è un altro grande insegnamento che ho imparato. Niente è mai nero o bianco, ma ricco di sfumature e sempre in evoluzione.
In questo elenco ho reputato importante inserire questi due punti dove fossi figlia, perché nel nostro percorso credo anche di avere rivissuto la possibilità di essere figlia, di avere compreso in modo nuovo il senso di esserlo e solo così ‘guarire’ e diventare adulta.
Parte di questi insegnamenti (forse tutti) sono stati importanti anche nel mio lavoro. Sempre di più cerco di vedere coi miei occhi e sentire col mio cuore, la mia testa e la mia pancia tutti assieme. E ho sempre pensato a questa capacità come ad un punto di arrivo importante.
Credo che le nostre azioni abbiano un risultato vero e profondo quando ci siamo noi in maniera vera e profonda, quando non fingiamo, non ci adeguiamo. Quando siamo noi fino al midollo e abbiamo avuto il coraggio di esserlo. Allora tutto va al suo posto e le cose girano come devono.
Ho scelto quello che oggi è il mio mestiere perché per me è relazione, conoscenza. Credo che la capacità di relazionarsi a persone diverse e la curiosità di conoscere, siano tra le caratteristiche più importanti nella vita. Attraverso di esse, sviluppiamo flessibilità e ci permettiamo di imparare da ogni situazione e apprezzare ogni momento, anche quelli che a volte sembrano inutili.
Le dico tutto questo perché anche se non ci siamo viste negli ultimi mesi, lei è stata presente. Le cose che devono restare dentro restano Fabiola.
Le persone importanti nella nostra vita – e lei è senz’altro una di queste persone – restano, perché restano le loro parole, i loro gesti, i loro sguardi.
Restano le loro frasi a darci forza quando non vediamo davanti a noi,
restano la fiducia e l’affetto che ci hanno dato.
Restano perché decidiamo di farle restare e perché quello che abbiamo condiviso, nel bene e nel male, è stato tutto vero.
Restano perché in ciò che viviamo oggi ci sono i riflessi di ciò che insieme abbiamo vissuto, delle parole dette, di frasi non capite allora e il cui significato ritorna oggi.
Restano i momenti che hanno avuto bisogno di maturare per essere compresi.
Senza cadere nella nostalgia, perché la nostalgia è relativa a qualcosa di passato, mentre in questo caso, la presenza di cui parlo è tutt’ora presente.
Le ho scritto queste cose perché un’altra cosa che ho imparato è che nella vita è importante dire ciò che si pensa, nel momento in cui lo si pensa, ed è anche importante che i pensieri e le emozioni restino scritte, perché si ricordino e vengano ricordate.
Un grande abbraccio Fabiola, io le auguro ogni bene e spero di vederla un giorno.
E un grande: GRAZIE. Perché dirlo, saperlo dire è tanto importante.
(M.R.)

 

Frequento l’ABA da ormai due anni e mezzo e ogni volta che salgo le scale per entrare ringrazio il giorno in cui ho preso la decisione di venirvi a conoscere. A volte immagino il giorno in cui terminerò la terapia… mi fa un po’ paura l’idea di non salire più quelle scale… Ti scrivo perché finalmente posso ringraziare te e l’Associazione direttamente. Il cammino che sto intraprendendo con la terapia individuale non è affatto semplice, ci sono momenti in cui “scavare” fa molto male… e ti ritrovi per strada dopo il colloquio con le lacrime agli occhi. Eppure dopo senti di aver messo un mattoncino in più su quello che stai costruendo, e ti senti forte. Soprattutto non ti senti solo perché in ABA ci sono tante persone come me che quando le incontro mi sorridono, quasi alla ricerca di quel tacito patto che ognuno di noi fa con chi fa capo all’ABA: io sono qui per un motivo simile al tuo e il nostro obiettivo comune è di guarire! Esattamente la frase che appare quando si visita il sito ABA, una parola di speranza, un augurio per tutte/i noi!

(Giulia, lettere a Fabiola, Franco Angeli)

 

E’ questo che fa di Fabiola una persona sana: l’occuparsi enormemente degli altri. Nonostante abbia trascorso molti anni della sua vita nella sofferenza, appena guarita, si è occupata in modo intenso della sofferenza altrui, per fare in modo che si trovassero delle risorse terapeutiche ed un orientamento teorico comune ed efficacie…

Numero speciale di ABA News, le parole di Francesca Ichino, Avvocato, Giudice onorario per il Tribunale dei minori di Milano, membro del Comitato scientifico del Centro Ausiliario per i Problemi Minorili (CAM).