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Fabiola De Clercq nasce a Bruxelles, dove vive fino all’età di 9 anni, quando sua madre decide di trasferirsi a Roma. La notte del suo arrivo in Italia, suo padre muore a soli vent’otto anni in un incidente di macchina in Belgio. Pochi giorni dopo, Fabiola subisce un altro grave trauma. A tredici anni inizia a soffrire di bulimia e anoressia, disagio con il quale convive per oltre vent’anni.

A diciassette anni chiede a sua madre di poter iniziare una psicoterapia.

Dopo il suo matrimonio, a poco più di vent’anni, nasce il suo primo figlio. Un anno dopo, alla bulimia si aggiunge l’anoressia che non l’abbandona per lunghi anni. Fabiola pesa meno di trenta chili. Intraprende un altro percorso di cura, si occupa del suo bambino, crea un lavoro artigianale che la impegna quotidianamente per molti anni e che termina quando guarisce. Nasce la sua seconda figlia, quando decide di scrivere nel 1990 la sua esperienza in un libro autobiografico “Tutto il pane del mondo”. Attraverso la scrittura Fabiola decide di infrangere l’omertà che in Italia copre l’anoressia e la bulimia.

Molte donne e uomini si rispecchiano nella sua storia e si rivolgono a lei per chiederle aiuto.

Nella sua casa romana decide di fondare piccoli gruppi con le lettrici di “Tutto il pane del mondo”, senza sottrarsi alle richieste che da tutta Italia le arrivano.

Pochi mesi dopo la pubblicazione del suo primo libro fonda l’Associazione ABA, che diventa il punto di riferimento delle persone e delle famiglie coinvolte dalla gravità della patologia di cui lei stessa ha sofferto.

Per rinforzare il suo progetto sceglie collaboratori psicoterapeuti con formazione psicoanalitica disposti a condurre gruppi e terapie individuali.

Nel 1992 si trasferisce a Milano e apre la seconda sede dell’ABA facendosi affiancare di nuovo da professionisti disposti a condividere la sua stessa passione, quella di dedicarsi allo studio, la ricerca e la cura del dolore legato ai disturbi alimentari.

Negli anni successivi Fabiola pubblica con la Rizzoli “ Donne Invisibili ”, “ Fame d’Amore ” e “ Mamy Marrakech ”. Apre altri 14 Centri Associati ABA coprendo gran parte del territorio del paese con collaboratori che frequentano il “Corso di Specializzazione ABA”. Fabiola vive e lavora a Milano, via Solferino 14, dove ha sede l’ABA.

Titoli

Fondatrice e Presidente dell’ABA, Associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia, la bulimia e i disordini alimentari, dal 1990.

Direttore Responsabile dell’ABA News dal 1990.

Direttore di collana edita da Franco Angeli.

Consulente del Ministero delle Pari Opportunità, della Salute e della Politiche Giovanili.

Pubblicazioni

De Clercq, Fabiola. (1990) Tutto il pane del mondo, Firenze, Sansoni

De Clercq, Fabiola. (1995) Donne Invisibili, Milano, Bompiani

De Clercq, Fabiola. (1998) Fame d’amore, Milano, Rizzoli

De Clercq, Fabiola. (2004) Mamy-Marrakech, Milano, Rizzoli

De Clercq, Fabiola &  Recalcati, Massimo (1997), I gruppi ABA, L’esperienza della fondazione, FrancoAngeli

De Clercq, Fabiola. (1993) Prefazione in Anoressia, lettere attorno a un enigma, Guaraldi

De Clercq, Fabiola. (1997) Prefazione in L’ultima cena: anoressia e bulimia, Bruno Mondadori

De Clercq, Fabiola. (1998) Prefazione in I gruppi ABA.. Interruzioni e conclusioni della cura, FrancoAngeli

De Clercq, Fabiola. (1999) Prefazione in Anoressia e bulimia: il trattamento della famiglia, FrancoAngeli

De Clercq, Fabiola. (2000) Prefazione in Trauma, abuso e perversione. Problemi teorico-clinici nel trattamento di pazienti anoressico-bulimiche, FrancoAngeli

De Clercq, Fabiola. (2001) Prefazione in I casi gravi. Clinica Psicoanalitica dell’anoressia-bulimia, FrancoAngeli

De Clercq, Fabiola. (2002) Prefazione in Devastazione e masochismo femminile. Clinica Psicoanalitica dell’anoressia-bulimia, Franco Angeli

De Clercq, Fabiola. (2003) Prefazione in La posizione dell’analista, FrancoAngeli

De Clercq, Fabiola. (2003) Prefazione in Lettere a Fabiola, FrancoAngeli

De Clercq, Fabiola. (2004) Prefazione in La psicosi nella cura dell’anoressia-bulimia,una sfida clinica, FrancoAngeli

De Clercq, Fabiola. (2005) Prefazione in L’approccio psicoanalitico nella cura dell’anoressia-bulimia, FrancoAngeli

De Clercq, Fabiola. Editoriale degli ABA News dal n°1 al n°37

De Clercq, Fabiola & De Clercq, Marzia. (2010) Tutto il pane del mondo (nuova edizione), Bonpiani

TV

Dalla pubblicazione di “Tutto il pane del mondo” nell’ottobre del ’90 ad oggi, Fabiola ha partecipato alle seguenti trasmissioni:

  • Porta a Porta – Rai Uno
  • Domenica In – Rai Uno
  • Italia in diretta – Rai Uno
  • Uno mattina – Rai Uno
  • Mattina due- Rai Due
  • Scalo 76 – Rai Due
  • Cronaca in diretta- Rai Due
  • Mixer- Rai Due
  • Italia allo specchio – Rai Due
  • Cominciamo bene – Rai Tre
  • Harem – Rai Tre
  • Dove stanno i Pirenei?- Rai Tre
  • Storie vere- Rai Tre
  • Naturalmente bella- Rete 4
  • Maurizio Costanzo Show – Canale 5
  • Jerry Scotti Presenta - Canale 5
  • Verissimo – Canale 5
  • Gente Comune- Canale 5
  • Forum – Canale 5
  • Generazione X- Italia 1
  • Village- Italia 1
  • Studio Aperto - Italia 1
  • Il Bivio – Italia 1
  • Exit – LA7
  • Schiamazzi – Odeon TV
  • IT, Mino Damato - Telemontecarlo
  • Moka Shock – Video Music
  • Senza Scampo – Donna TV

Colleghi ed amici dicono di lei

“Fabiola de Clercq? E’ una di noi.
Questo è il pensiero di chi l’ha incontrata, di chi ha letto il suo libro, di chi riceve le sue risposte, sempre puntuali, competenti e affettuose.
“Il suo libro, la sua presenza, ci ha fatto parlare della nostra sofferenza, ci ha accompagnato e ci dà la forza di continuare nei momenti di difficoltà. E’ una di noi,” dicono generazioni di donne che incontro, in più di quindici anni di collaborazione con Fabiola.
Tutto il pane del mondo è un breviario particolare e intimo, (non un manuale standard!) che, nella lettura delle pazienti viene rilanciato, di volta in volta, in interpretazioni sorprendenti e inedite! Anche per me! Una cornucopia da cui prelevare, per ciascuna, quella piccola perla che può illuminare un percorso in discesa, in salita, di nuovo in discesa, di nuovo in salita, ma da cui, come invita Fabiola, si esce!
E’ una di noi, sì, ma, nel percorso, è la guida, che, per prima, ha acceso la lanterna, che ci guida per le calli, le fondamenta, i rii, i canali, le isole,le barene, conosciute e sconosciute della nostra esistenza”.

Giuliana Grando
Psicoterapeuta, Responsabile Centro Associato ABA di Venezia

 

“Fabiola : quando l’ho conosciuta era una bambina di 11 anni. Gli occhi azzurri attenti ogni tanto incupiti da un lampo di tristezza. Dolce, pronta ad aiutare, affascinata dai neonati che sapeva toccare con mani già esperte. Poi la sua adolescenza, l’allargarsi della zona d’ombra con il sorgere della malattia devastante.
Ma sempre capace,con le poche energie residue, di vedere gli altri.
In uno dei periodi più acuti della sua patologia uscì un libro della Cardinal dal titolo « Le parole per dirlo ». Lo leggemmo entrambe. Per me fu solo una lettura stimolante.
Per lei, pochi anni dopo, quando si allentò la morsa dell’ossessione cibo portandola a contatto con emozioni represse, quel titolo fu profetico.
Trovò « le parole per dirlo » e tante donne sofferenti lessero di un percorso e di una speranza. Cominciarono così le infinite richieste di aiuto.
Io la guardavo mentre ascoltava le partecipanti ai primi gruppi che avevano cercato di rendersi sorde ad un dolore insostenibile rifugiandosi nel rapporto totalizzante col cibo negato,con la bilancia persecutoria, col corpo martirizzato.
Lei le guardava con occhi azzurri attenti in cui la tristezza stava sparendo sostituita dall’empatia, dalla comprensione e dal desiderio di dare aiuto”.

Luciana Scrosati

Psicoterapeuta, Centro ABA di Roma

 

“Fabiola rappresenta per me, e per quanti la conoscono, il coraggio di portare avanti le proprie idee, di difenderle per quanto scomode siano. La vediamo ancora oggi sulle barricate, in prima linea, denunciare gli eccessi di una società che ha le sue responsabilità nel proporre stimoli negativi ai più giovani; la vediamo dare voce a una sofferenza che fatica a trovare una possibilità di espressione “altra” da quella portata sul corpo. Fabiola è per l’ABA una madre affettuosa e attenta; per me un’amica e un sostegno fondamentale nella mia attività di clinico”.

Francesco Bergamin
Psicoterapeuta, Centro ABA di Milano

 

“Conoscere Fabiola ha rappresentato per me un Incontro, di quelli che accadono poche volte nella vita, ma sono talmente significativi da farne cambiare il corso. E’ un incontro personale e professionale. Personale per il rapporto che si è creato tra noi, di affetto, complicità, fiducia; è una donna formidabile che non teme di dire ciò che pensa, di difendere ciò in cui crede e di accogliere e valorizzare l’altro per quello che è. Professionale per la passione che mi ha trasmesso per questo lavoro, l’amore che guida il suo prendersi cura dell’altro, l’umiltà di non presumere di sapere tutto e avere le risposte, ma aprirsi all’altro e imparare.
In una parola, ciò che mi ha trasmesso è il senso della relazione: un dono prezioso, ineguagliabile, per il lavoro, ma soprattutto per la vita”.

Dora Aliprandi
Psicologa, Centro ABA di Milano

 

“Spesso cerco di capire. Cerco di capire Tutto. A volte mi irrigidisco nel bisogno di capire il passato e di programmare il futuro. A volte parlo con Fabiola. Parlo e la ascolto e mi succede di non aver bisogno di capire e di ordinare i miei pensieri. Mi succede di poter sognare ad occhi aperti sogni che non ho ancora fatto. Ascolto Fabiola e mi succede di non dover sapere del passato e di non dover ordinare il futuro e così arrivo in uno strano luogo. È il luogo in cui nascono i pensieri nuovi”.

Marco Riva
Psichiatra e psicoterapeuta, Centro ABA di Milano

 

“Ho lavorato a stretto contatto con Fabiola per oltre due anni avendo il privilegio e talvolta l’onere di condividere con lei gioie e dolori di questa splendida creatura che è l’ABA. Porto sempre con me due dei suoi doni, custodendoli come patrimonio prezioso per la mia vita: l’importanza di un ascolto autentico e il senso dell’accoglienza. Da Fabiola ho appreso inoltre l’amore per i dettagli, l’ordine e il bello, cose che rendono l’ABA un luogo unico e indimenticabile.
A lei dono la mia più sincera amicizia e il mio affetto, e all’ABA il mio sostegno”.

Emanuela Angelini
ex Responsabile Comunicazione ABA

 

Giovane psicologa, ero alla ricerca di un luogo capace di offrire un ascolto puro, rispettoso alle tante ragazze anoressiche che mi era capitato di incontrare nei miei anni di tirocinio. Non credevo che l’anoressia fosse un male da medicalizzare, da otturare solo con farmaci, flebo, ricoveri coatti, che smorzavano il disperato appello che scorgevo negli sguardi di quelle ragazze. Studiavo, ascoltavo chi ne sapeva di più della malattia, della sofferenza, ma sentivo sempre un resto…qualcosa mancava nei libri tra le descrizioni cliniche e la sofferenza anoressica. Così telefono a Fabiola, dopo aver letto un articolo apparso sul giornale…era il lontano 1992. Un incontro e l’inizio di una storia, di un legame che si tesseva su parole mai sentite: finalmente un ascolto rispettoso! Fabiola ed il suo coraggio, l’ABA e la sfida di un luogo arredato innanzitutto dal calore di uno stile particolare con cui accogliere ed ascoltare tanta sofferenza. Sono da sempre convinta che Fabiola possieda una peculiare capacità di ” aprire” il cuore delle ragazze anoressiche, il suo ascolto rispettoso scongela la prigione fredda che le avvolge, imprigionando la loro giovane esistenza. Ma è Fabiola che ringrazio per avere avuto fiducia nel mio lavoro, permettendomi di creare tanti anni fa, in ABA, un luogo per l’ascolto e il lavoro clinico con i genitori che accompagnavano disperati le loro figlie. La sofferenza di padri e madri ha sempre trovato in ABA un ascolto rispettoso perchè così Fabiola ha voluto che accadesse.

Pamela Pace Psicologa
Psicoterapeuta e Psicoanalista

Pazienti e lettori dicono di lei

“Ringrazio Fabiola prima di tutto per i suoi libri, per il coraggio di raccontare e raccontarci tutte tra le sue righe, per le mani strette quando avevo paura, per avermi dato la forza quando volevo mollare. La ringrazio per avermi mostrato che la via per la guarigione è lunga e dolorosa ma percorribile, e che la vita che c’è dopo vale ogni sforzo, ogni pomeriggio di pianto e paura, ognuno dei piccoli passi che ho messo in fila.”

D.
Centro ABA Milano

 

“L’ho vista per la prima volta a Il Bivio due anni fa… mi ha fatto subito un’ottima impressione, l’ho trovata una donna molto dolce, una donna che ha sofferto tanto e che ha cercato di impegnarsi per far sì che altre persone non soffrissero come lei. Una donna sincera, disponibile e aperta ad accogliere ogni richiesta. Mi sono fidata di lei, e così dopo aver letto i suoi libri ho scelto l’ABA come centro di cura.”

A.
Centro ABA Roma

 

“… è per me la persona che mi ha insegnato il valore degli affetti e il significato di una casa, aprendomi la porta del suo cuore e del suo mondo: l’ABA!”

E.
Centro ABA Milano