“Un sacco di gente, soprattutto questo psicanalista che c’è qui, continuano a chiedermi se quando tornerò a scuola a settembre mi metterò a studiare. È una domanda così stupida, secondo me. Voglio dire, come fate a sapere quello che farete, finché non lo fate? La risposta è che non lo sapete. Credo di sì, ma come faccio a saperlo?” (cap. XXVI, Il giovane Holden, Salinger).

L’adolescenza è un periodo di sperimentazione, messa in discussione, confusione, di domande senza risposte. In questo periodo ciò che è faticoso non è tanto la rottura degli schemi, ma pensare che esista un solo modo giusto per romperli.

Chi appartiene al mondo relazionale dell’adolescente si dice abbia il compito di sopravvivere a questa dura fase: in realtà forse ha anche l’occasione di imparare e di mettersi in ascolto della propria parte ‘adolescente’ di domanda, dove nulla è dato per scontato.

In questo scenario, i disturbi alimentari diventano un segnale relazionale, una spia rossa per noi e per gli altri. Che senso hanno? Cosa comunicano? Si può guarire? E cosa si intende per ‘guarigione’?

Durante la serata verranno proposte riflessioni e confronti sul tema.

Anche in streaming su YouTube.

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